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Un Sé disfunzionale è un’idea, un’astrazione del sé lontana dalla realtà. Troppo alta o troppo riduttiva; un’idea troppo colma di aspettative altrui (genitoriali per lo più) o, piuttosto, ingombra di negazioni verso le altrui attese. Tipico questo, è l’atteggiamento delle personalità cosiddette “anali”: siamo sempre nell’area della coppia di meridiani colon-polmone, appunto.
Ora, è proprio nel corso della fase anale che i bambini imparano ad affermare il loro mondo: io, mio, tempo, spazio, linguaggio e movimento sono concetti che prendono vita intorno ai due anni. Con il cambio di alimentazione e l’intensificarsi della peristalsi intestinale, il bambino impara a controllare la muscolatura sfinterica. Contemporaneamente si assiste: allo sviluppo del linguaggio (che affonda le sue radici in un’intelligenza gastrica); all’insorgere di una nuova consapevolezza nel bambino che si scopre altro dal soggetto materno; alla conquista dello spazio legata all’evoluzione corporea e motoria del piccolo; alla percezione della scansione temporale nell’alternanza giorno-notte, e infine al concetto di mio e tuo, legato originariamente proprio alla novità del controllo fecale: di un prodotto proprio che il bimbo può decidere di donare al genitore o trattenere. In tal modo il piccolo scopre che lasciar andare le feci o trattenerle ha un effetto manipolatorio sul papà o, più spesso, sulla mamma.
Nel corso della fase anale si noterà che il bambino è solito ricercare la presenza del genitore per poi negargli qualsivoglia intervento: mamma stai qui…no, non ti avvicinare, faccio da solo! Scopre che può influenzare la realtà: controllarla, dominarla…e può farlo, spesso, negando se stesso…negando l’escrezione, negando il cambio di pannolino. In una parola trattenendosi! Nel trattenersi, o nel trattenere il genitore dall’intervenire, il bimbo segna il suo confine. Le cose non fluiscono più ininterrotte tra lui, la madre ed il mondo. No. Lui le trattiene. E segna un confine di ciò che egli fa, che è. Qui prende avvio lo sviluppo il senso del sé, organicamente rappresentato nel sistema linfatico (pensate ad una persona linfatica, con arti gonfi, che trattengono i liquidi, appunto, e che nel gonfiore espande letteralmente la sua presenza).
Questa la modalità con la quale il bambino afferma sé stesso nel mondo nel corso della fase anale. Ora, si possono verificare due condizioni: la prima vede il piccolo sopraffare, manipolandolo, il genitore di riferimento. Il bimbo riesce pienamente ad affermare sé stesso ed assoggettare la figura adulta. Si delineerà, in tal modo, una personalità anale dominante: un soggetto molto preso da sé, con un’idea-ideale molto alti di sé, un ego troppo ingombrate: ma che in realtà vuole semplicemente essere diverso da ciò che è. Misurato nella scelta degli atteggiamenti e della terminologia da impiegare in un discorso; trattenuto, appunto; votato all’isolamento affettivo; intollerante; esageratamente esigente; perennemente in tensione verso un’ideale prontamente disatteso; fisicamente rigido. Si tratta di persone molto dedite al lavoro e prese nella morsa dell’ambizione: che tentano a tutti i costi di realizzare sé stesse nella professione, di identificarsi con un ruolo od uno status poiché incapaci di fluire liberamente nello sviluppo di un proprio sé adulto. La scelta del partner e degli amici sarà sempre insoddisfacente: loro non sono mai all’altezza, non fanno mai abbastanza, non riescono a suscitare emozioni e sentimenti nel soggetto anale dominante, che infine, sente il bisogno di isolamento o di tornare single, di bastare a sé stesso. Almeno fino alla prossima manche! Apparentemente indipendenti, libere, sicure e vincenti, si tratta invece di personalità dedite all’organizzazione, al fare compulsivo, al fare sempre tutto da sé; a negare ogni bisogno e soprattutto il bisogno di affetti; perfezionisti irriducibili e rabbiosi ogni qual volta qualcuno si intrometta tra sé e i suoi piani.
Per il soggetto anale dominate l’ansia è l’ansia di essere sempre conforme al proprio alto ideale di sé; è l’ansia di tagliare fuori ogni situazione che possa lasciar intravedere un margine di sconfitta, di bassezza; è l’ansia di non perder tempo (è tardi, è tardi, è tardi, sembrano dire come tanti bianconigli!); di perdere smalto agli occhi altrui, poiché pur imponendosi di non aver mai bisogno dell’altro, in realtà sanno riconoscersi solo nello sguardo adulante e succube di una platea, senza la quale si sentono annullati (può essere la famiglia, i figli, un partner, colleghi di lavoro, purché assoggettati e pronti ad essere manipolati). E’ l’ansia della preoccupazione: preoccuparsi per i propri cari, o per il lavoro, per gli amici, per tutte quelle persone o situazioni che sono loro sanno gestire, a cui solo loro sanno prestare il dovuto aiuto, nascondendo sempre la loro dominante di manipolazione. Il rapporto con la realtà è falsato come il loro senso del sé: impossibile abbandonare un soggetto anale dominante, sarà sicuramente stato lui a provocare l’abbandono. E non sarà mai lui a cercare qualcuno: sono gli altri che hanno bisogno di lui! Salvo poi andare in ansia per la difficoltà di scrollarsi di dosso le altrui richieste. Eppure, qualora incappassero in una situazione a loro congeniale, una circostanza, una professione, un partner che si avvicini al loro astratto ideale, inizialmente le personalità dominanti sarebbero pronte ad una repentina e totale identificazione con il nuovo evento. Diventano deliziosi, sempre presenti, attenti, affettuosi (ma manipolatori anche in questo)…fin tanto che la realtà resti aderente alla fantasia. Dopodiché…è un’altra delusione. La situazione risulterà inferiore alle proprie aspettative e come avevano giurato fede eterna alla nuova circostanza, così l’abbandoneranno, con quella loro immancabile aria di superiorità.
Per quanto concerne la coppia di meridiani polmone-colon, il dominante sembra essere affetto più da problemi di tipo respiratorio: asme bronchiali, tosse, raucedini, raffreddori, bronchiti, sinusiti, congestioni nasali, apnee notturne, respiro bloccato e tutto quanto interessi la parte alta del corpo (testa, collo, orecchie, occhi, spalle), con una predilezione per i problemi cardiaci (aritmie, tachicardie, angine, etc) dovuta alla sua chiusura verso tutti e tutto. In Nutripuntura i polmoni rappresentano proprio quell’energia che ci fa entrare in contatto con gli altri e con il mondo.
In realtà le personalità anali dominanti sono incapaci di entrare in relazione con l’altro in un modo del tutto analogo alla seconda tipologia: quella dipendente.
D.ssa Sara Ascoli |